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| UNA FOTOGRAFIA DELL'EPOCA CONTEMPORANEA MOSTRATA ATTRAVERSO LA VISUALE DI Attualità, SCIENZE, TECNOLOGIA E SOCIAL MEDIA: TRA INDISCREZIONI E RETROSCENA |

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Spazio

Alieni e “Vele di Luce”, studio shock: “tracce” dallo Spazio ignoto

in Esteri/Spazio by
asteroidi spazio nasa

Alieni che vagano nello spazio, presunte civiltà extraterrestri dotate di tecnologie innovative che disseminano “tracce” ed “indizi”? Non è un film di fantascienza o un racconto di narrativa “fantasy”. Non è solo e soltanto l’ennesimo teorema di ricercatori ufologi e fautori dell’ipotesi UFO: recentemente anche scienziati ed accademici di prima fascia iniziano ad avanzare ipotesi in tal senso. Perlomeno, ed è un “sentiment” sempre più diffuso, non si esclude più aprioristicamente l’eventualità di razze extraterrestri intelligenti e maggiormente più evolute della nostra. Social News Archive | Aida Yespica, il bikini “bollente” tra la neve Social News Archive | Sara Sampaio in canoa: il “lato B” è “mozzafiato” In questo solco ha destato non poca sorpresa un recente studio scientifico apparso sul sito specializzato “arXiv” e dal titolo: “Fast Radio Bursts from Extragalactic Light Sails“. In Italia, a rilanciare il report scientifico con analisi annessa, è stato il ricercatore Antonio Di Comite, in quota al Centro Ufologico Nazionale. Di Comite, sul suo sito ufficiale, ha ripreso lo studio accademico valutando e ponendo in luce le potenziali implicazioni riguardanti le ipotesi di presenza di vita intelligente nello #spazio e presunti segnali provenienti da altre civiltà sviluppatesi all’esterno del nostro sistema solare. Come Antonio De Comite ha messo in risalto nel suo “memo”, impressiona non poco che due accademici del calibro di Abrahm Loeb e Manasvi Lingam, pongano l’ipotesi concreta delle cosiddette “vele di luce“, un complesso sistema di “navigazione” solo teorizzato ma, sino a questo momento, non scalfito dai circoli scientifici più tradizionali. In pratica, nello studio in oggetto, si ipotizza come i “Fast Radio Bursts” rilevati dal 2007, potrebbero nascondere una spiegazione non convenzionale. “Radio Fari” nel #cosmo o una fonte di energia…

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Cina, UFO e Alieni? Svelato il Radiotelescopio “colosso”

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Stelle, galassie ed asteroidi. Qualcuno sospetta che l’attività di monitoraggio e ricerca potrebbe riguardare il fenomeno UFO ed una ipotetica presenza di Alieni lontana anni luce. E’ entrato da qualche ora in funzione in Cina “Fast”, il più grande Radiotelescopio mai costruito sul nostro pianeta. Un gioiello di ingegneria e tecnologia che Pechino mostra al mondo. Russia, l’enigma del Segnale “ignoto”: retroscena di un mistero NASA, Kepler scopre 4 nuovi pianeti vicini al Sistema Solare Il Fast (il cui acronimo è ” Five-hundred-meter Aperture Spherical Telescope”), è costato oltre centocinquanta milioni di euro, per realizzarlo è stato necessario evacuare una porzione degli abitanti del comprensorio di Guizhou. Un progetto ambizioso, che ha lo scopo di rendere la Cina (ed in particolare la sua Accademia delle Scienze) sullo stesso livello qualitativo di Russia e Stati Uniti d’America. Ci sono voluti circa venti anni per realizzarlo, considerando che il progetto su carta fu approvato ad inizio anni novanta. Di certo, assunto il ruolo di potenza economica globale, la Cina non nasconde le sue ambizioni astronomiche ma anche di esplorazione spaziale. “Fast”, con un diametro di circa 500 metri, rappresenta un punto di partenza, un trampolino di lancio per altri progetti similari. Una possibilità per la cina, anche a livello geopolitico, di poter dimostrare al mondo le proprie potenzialità. Per approfondire: Video News YouTube | Alcune immagini del Radiotelescopio “Fast” in un servizio televisivo tratto dal canale ufficiale YouTube di “CCT TV”. Spazio News 2016 | Un report con approfondimenti ed analisi è presente sull’edizione on line di Science Magazine.

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Russia, l’enigma del Segnale “ignoto”: retroscena di un mistero

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Tra Mosca e Washington è guerra fredda anche per ciò che concerne i segnali “non convenzionali” captati presumibilmente nello Spazio. A tre settimane circa dal comunicato dell’Accademia delle Scienze, con relativa dose di prudenza, non si spengono le polemiche tra ricercatori indipendenti, appassionati di UFO e fautori dell’ipotesi extraterrestre. Cosa resta sul tavolo? I fatti nudi e crudi sono stati ampiamente riportati sui mass media internazionali.  In primis l’ottimismo dopo la scoperta dei ricercatori  in quota all’osservatorio di Zelenchukskaya. Resta sul tavolo anche l’irritazione del SETI, malcelata e che ha fatto scivolare la questione nell’ambito della politica internazionale. Infine il comunicato ufficiale dell’Accademia delle Scienze di Mosca, che seppur parzialmente ha spento gli entusiasmi non ha mancato di far rilevare come il segnale captato fosse perlomeno “insolito”. Soprattutto, elemento non secondario, nella nota ufficiale viene rimarcato come l’origine esatta del presunto segnale non sia stata individuata, lasciando aperte le porte a qualsiasi ipotesi. Il mistero principale tuttavia sarebbe ben altro: il segnale sarebbe stato captato nella tarda primavera del 2015, quali interessi e opportunità nell’annunciare la scoperta a distanza di un anno? Una dose di enigmi sufficienti a rendere la questione appetibile tra gli appassionati di UFO ed Alieni. Per approfondire: Alieni e UFO nello Spazio, oltre il mistero| Una Video News tratta dal canale ufficiale YouTube di GeoBeatsNews Mistero “extraterrestre”, contraddizioni da Mosca | Un report del “The Sun” in cui vengono raccontati alcuni dettagli dell’intricata vicenda.

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Rosetta ritrova il Lander Philae: Mistero sulla Cometa 67/P

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Il lander Philae dell’ESA, scomparso da 2 anni, era sulla Cometa 67/P: la sonda “Rosetta” lo ha ritrovato improvvisamente. Cosa accadde nel novembre del 2014? Un piccolo mistero dello spazio, anche se tutto sommato il ritrovamento a due anni di distanza non era da considerarsi un evento difficilmente concretizzabile o altamente improbabile. Tuttavia, la sorpresa è stata notevole anche tra gli addetti ai lavori. Necessaria una breve cronistoria: il Lander “Philae” si staccò dalla Sonda Rosetta nel novembre di due anni or sono. Il 12 novembre il personale dell’Esa (acronimo che descrive l’Agenzia Spaziale Europea) perse i contatti con il modulo. Da allora nessuna traccia, almeno sino a pochi giorni or sono. Il Lander “Philae” si trova ora adagiato sulla Cometa “67P/Churyumov-Gerasimenko”. Le ultime immagini inviate dalla Sonda Rosetta hanno permesso di individuare il modulo, ormai considerato perduto per sempre. Dall’Agenzia Spaziale Europea si tenterà di analizzare il luogo dell’impatto e le possibili dinamiche, al fine di meglio comprendere ciò che avvenne 2 anni or sono. Per approfondire: Il sito ufficiale dell’Agenzia Spaziale Europea Una Video News tratta dal canale ufficiale YouTube della Cnn Un report con dettagli tecnici ed approfondimento sul portale tematico di “Space.Com”.

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