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| Una foto dell'epoca contemporanea, mostrata con la visuale di showbiz e new media: tra indiscrezioni e retroscena |

Barack Obama sul Mar della Cina, monito a Pechino dal Vietnam

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Il Mar della Cina, soprattutto nella sua zona più meridionale, è una polveriera diplomatica, militare e incognita geopolitica. Sull’argomento specifico è intervenuto Barack Obama, in questi giorni in visita in Vietnam. Il riavvicinamento ulteriore con un ex avversario storico degli Stati Uniti d’America, il Vietnam, ha nei suoi retroscena proprio i timori legati all’espansionismo cinese. Sia Hanoi che Washington stanno di fatto correndo ai ripari. Non da oggi , con Giappone, Corea del Sud, Taiwan e lo stesso Vietnam, sorgono ciclici problemi inerenti confini e aree di influenza. Non è un mistero d’altronde che Pechino intenda ribadire la sua influenza nel continente e divenire l’unico paese di riferimento nell’area. Hanoi-Washington, retroscena ed indiscrezioni sull’asse anti Cina Soprattutto, storicamente, la Cina si sente politicamente e militarmente accerchiata dagli Stati Uniti d’America, come un “gigante legato” usando una metafora cara ai diplomatici orientali. Obama in Vietnam: annullato embargo di armi dagli USA Da Hanoi Barack Obama ha usato parole distensive verso la dirigenza cinese, auspicando un confronto sereno e una soluzione pacifica alle dispute territoriali con i vicini. Tuttavia, l’annullamento dell’embargo di armi al Vietnam è un segnale eloquente. Che sembra andare soprattutto nella direzione di ampliare il numero di alleati per contenere le aspirazioni della Cina. Come una sorta di virtuale cordone di sicurezza geografico. Per approfondire: Un focus d’analisi presente sull’edizione on line Washington Post. I retroscena e i dettagli sull’edizione web del Boston Herald. Una Video News tratta dal canale ufficiale YouTube di “Afp News Agency”.

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Venezuela, stop alla Coca Cola classica: scarseggia lo zucchero

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In Venezuela la drammaticità della crisi economica sta per raggiungere il punto di non ritorno, con il Governo Maduro che non sembra in grado di operare una exit strategy efficace. Sullo sfondo, come accade da mesi, la crisi innescata dalla contrazione dei prezzi del greggio, voce fondamentale nel bilancio di Caracas, sin troppo. Soprattutto considerando che incidenza aveva l’esportazione di greggio nella bilancia commerciale venezuelana. Ciò a cui si sta assistendo è tuttavia un effetto a catena, difficile da disinnescare. Da almeno un anno i grandi investitori internazionali hanno volto il loro sguardo altrove. Giochi di potere e strategia politica intorno alle oscillazioni del Brent. Iniziano a scarseggiare anche i beni primari, come lo zucchero. Al punto che la Coca Cola ha annunciato ufficialmente che, almeno nel paese sudamericano, non produrrà più la sua bevanda classica, mentre resterà invariata la produzione della versione “light”. Anche diverse aziende produttrici di birra, nelle settimane passate, avevano dovuto congelare la produzione per via dell’insufficienza dei quantitativi di orzo. L’aggravarsi ulteriore della crisi economica fa temere, inevitabilmente, anche per la stabilità interna del paese con il rischio di disordini sociali. E, considerando i precedenti ed il contesto, l’incubo “golpe” viene puntualmente sottolineato dai corrispondenti stranieri. Nel video inglobato al testo, un reportage tratto dal canale YouTube di “CNBC”. Per approfondire: Un focus d’analisi presente sull’edizione on line del Time. Una Video News tratta dal canale YouTube di Al Jazeera English.

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Russia, Vladimir Putin torna ad Atene in cerca di sostegno

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L’Europa da un lato politicamente in crisi di identità, la Federazione Russa isolata e nell’angolo diplomatico, nel mezzo una Grecia che si sente abbandonata dai partner del vecchio continente e dall’occidente in generale. Energia, trasporti, accordi commerciali bilaterali in agenda. In realtà c’è molto di più. La visita ufficiale di Vladimir Putin ad Atene non può, visto il contesto internazionale, essere valutata alla stregua di “ruotine”. E non è un caso che, il prossimo 27 e 28 maggio, le dichiarazioni di Putin all’ombra del Partendone non potranno essere interlocutorie o poco significative. Mosca, Vladimir Putin vara la Guardia Nazionale in Russia Le tensioni tra NATO e Federazione Russa sono evidenti, il dispiegamento dello scudo anti-missile ha riaperto una frattura diplomatica piuttosto netta. Gli analisti di geopolitica e questioni militari parlano abitualmente di “Guerra Fredda 2.0”. Russia, ancora scintille per lo Scudo Missilistico di Washington E la Grecia? Al netto delle condivisioni religiose e di una tradizione ultra secolari tra i due paesi, è indubbio che l’attuale governo Tsipras abbia rapporti particolarmente cordiali con il Cremlino. Le spinte più estremiste delle fazioni politiche locali, già da tempo, iniziano a parlare dell’opportunità di uscire prima o poi dall’Alleanza Atlantica. Pura utopia al momento attuale, tuttavia un distacco ideologico, empatico e politico con l’occidente è senza dubbio in atto. Perlomeno in vasti strati dell’opinione pubblica ellenica. Per approfondire: Un reportage sulle pagine dell’edizione on line della “Tass”. I dettagli della visita di stato sull’edizione on line di “Ekathimerini”.

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Hanoi-Washington, retroscena ed indiscrezioni sull’asse anti Cina

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Hanoi-Washington, un asse diplomatico che potrebbe rivelarsi strategico in futuro anche da un punto di vista militare? Di certo la visita di Barack Obama nella capitale vietnamita è fasciata di molteplici significati: storici e diplomatici in primis ma anche con prospettive che sino a pochi anni addietro apparivano utopistiche. Gli Stati Uniti vogliono normalizzare, con velocità inusitata, i rapporti con Hanoi, lasciandosi alle spalle la ferita del conflitto negli anni sessanta e settanta. L’obiettivo non dichiarato, tuttavia palese agli occhi degli analisti di geopolitica, è creare un’ ancora strategica nel sud-est asiatico, al fine di contenere le mire espansionistiche cinesi. Non bisogna dimenticare come, storicamente, i rapporti tra Vietnam e Cina siano stati turbolenti in varie epoche. Barack Obama in Vietnam,  annullato l’embargo di armamenti. Non a caso il conflitto sino-vietnamita di fine anni settanta fu successivo al ritiro americano. La dirigenza di Hanoi, dal canto suo, con la scomparsa dell’Unione Sovietica ha la necessità di controbilanciare l’ingombrante presenza cinese ai suoi confini. Barack Obama e Tran Dai Quang hanno suggellato la fine dell’embargo di armamenti, una mossa simbolica ma anche un chiaro avvertimento a Pechino. Il video inglobato al testo è tratto dal canale ufficiale YouTube di “Abc News”. Per approfondire: Il reportage sulle pagine di “The Economist”. Un focus analitico sull’edizione on line del “Wall Street Journal”.

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