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| UNA FOTOGRAFIA DELL'EPOCA CONTEMPORANEA MOSTRATA ATTRAVERSO LA VISUALE DI Attualità, SCIENZE, TECNOLOGIA E SOCIAL MEDIA: TRA INDISCREZIONI E RETROSCENA |

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Marianna Fortunato

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dinosauro
Rubriche/Scienze

Dinosauri estinti da un Asteroide? La risposta è nei fossili marini

Un asteroide, nuovi riscontri tenderebbero a confermare la teoria principale sull’estinzione dei dinosauri. Decisivi gli studi compiuti su alcuni fossili marini. di MARIANNA FORTUNATO* Stando ad uno studio pubblicato su Nature Communications, “Macrofossil evidence for a rapid and severe Creataceous-Paleogene mass extinction in Antarctica”, la vita in Antartide, circa 66 milioni di anni fa, sarebbe stata compromessa e cancellata dalla grande estinzione di massa. Secondo alcune ipotesi molto accreditate dalla comunità scientifica, provocata da un grande asteroide che avrebbe impattato il nostro pianeta e che ha avrebbe portato alla scomparsa dei dinosauri, i giganteschi esseri che popolavano la Terra milioni e milioni di anni fa. Misteri dal ‘Jurassic World’, Lythronax Argestes: scoperto un nuovo dinosauro Gli studiosi dell’Università di Leeds e della British Antarctic Survey hanno rinvenuto una “prova schiacciante” che confermerebbe l’impatto sulla Terra dell’asteroide: circa 6000 fossili marini testimonierebbero che nel Polo Sud la vita sarebbe terminata da un giorno all’altro. Witts, che ha coordinato lo studio, ritiene che l’estinzione di massa che si è registrata alla fine del Cretaceo ed ha provocato la morte della quasi totalità delle forme viventi presenti sul nostro pianeta, sarebbe stata provocata non da cambiamenti del clima, inondazioni o dagli effetti delle eruzioni vulcaniche, bensì da un asteroide. * Dottoressa in Scienze dell’Educazione Per approfondire: Uno speciale sull’edizione on line della CNN. Un focus d’analisi presente sul sito “scienceworldreport.com”. LEGGI

vita sulla terra
Attualità/Rubriche

Vita sul Pianeta Terra: fu un’escalation innescata dal Sole

Il ruolo del Sole nello sviluppo della vita sulla Terra. Una nuova ricerca su “Nature Geoscience” ricostruisce le dinamiche della nostra stella. di MARIANNA FORTUNATO* Un team di studiosi, comparando una serie di studi e di ricerche condotte su stelle giovani, sono pervenuti ad una importante conclusione: gli immani getti di materia simili a vere e proprie eruzioni che le stelle giovanissime scagliano verso i pianeti a loro più prossimi, potrebbero creare quelle condizioni utili alla comparsa delle primissime forme di vita. Comete ed Asteroidi nascondono il segreto della vita sulla Terra. Questa ricerca pubblicata su Nature Geoscience, aprirebbe degli scenari importantissimi anche per spiegare la comparsa delle primordiali forme di vita sul nostro pianeta, favorite quindi dalle super eruzioni solari, le quali hanno riscaldato l’atmosfera.  Soprattutto, hanno promosso la presenza di acqua allo stato liquido nonché rotto le molecole di azoto che avrebbero così dato vita ad altre molecole, più complesse e importanti per la vita. In particolare, gli scienziati, coordinati da Vladimir Airapetian (Centro Ricerca Goddard in quota Nasa) hanno stabilito che il Sole, mediante particelle cariche, avrebbe giocato un ruolo decisivo nella liberazione dell’azoto sulla Terra. Exploration Mission I, Capsula Orion: i retroscena. La nostra stella, alle origini, non era molto luminosa, ma in compenso possedeva una attività molto “fiorente”: attraversando l’atmosfera, le particelle cariche avrebbero rotto le molecole di azoto e liberato gli atomi che si sarebbero uniti per formare poi nuove molecole, più complesse ed essenziali per la nascita e lo sviluppo degli organismi viventi. Dottoressa in Scienze dell’Educazione* Il video allegato al testo è tratto dal canale ufficiale YouTube di NASA Goddard. LEGGI

orion spazio missioni nasa
Rubriche/Scienze

Exploration Mission I, Capsula Orion: retroscena di una svolta

Orion, l’importanza della capsula e della missione Exploration Mission I. di MARIANNA FORTUNATO* L’integrazione della capsula Orion e il suo innovativo modulo di servizio nell’ambito della prossima missione Exploration Mission I è di rilevanza fondamentale. Basti pensare che al suo interno non vi saranno più soltanto i rifornimenti per la stazione, ma una serie di servizi e di soluzioni innovative e tecnologiche ( computer di bordo ultramoderni con abitacolo a visori, sistema di controllo digitale, atmosfera azoto/ossigeno, auto-aggancio etc) per il funzionamento del veicolo spaziale e per garantire quegli elementi indispensabili per la vita e la “sopravvivenza” dell’equipaggiamento a bordo.  Orion, le sfumature di tricolore sull’esplorazione spaziale. Stando a quanto affermato di recente dalla NASA, Orion verrà utilizzata non solo per raccogliere informazioni importanti sugli asteroidi e per l’esplorazione con astronauti di essi, ma per studiare in maniera più approfondita gli “ambienti” spaziali al di là della Luna, fino a testarne le sue capacità performanti e prepararsi ad un futuro viaggio e sbarco dell’uomo sul Pianeta Rosso. Comete ed Asteroidi, dove si cela il “segreto” della vita sulla Terra. Si tratta di un passo in avanti molto rilevante per l’industria spaziale europea e italiana, dal momento che questa missione prevede due fasi, una senza e una con equipaggiamento e proprio relativamente a quest’ultima fase l’Italia fornirà alla missione elementi importantissimi, quali scudo per proteggersi da piccoli meteoriti oppure dispositivi per la distribuzione dell’acqua. *Dottoressa in Scienze dell’Educazione LEGGI

pianeti nello spazio
Rubriche

Spazio, la vita sulla Terra? Il “segreto” è in Comete ed Asteroidi

Comete e asteroidi per spiegare l’origine del Sistema Solare e la vita sulla Terra: dal Sud America si aprono nuovi scenari. di MARIANNA FORTUNATO* Il telescopio Alma in Cile, stando a quanto di recente è stato pubblicato sulla rivista scientifica Monthly Notices of the Royal Astronomical Society, ha aperto nuove strade da percorrere per dare una spiegazione accurata ai misteri che ancora aleggiano riguardo alla formazione del Sistema Solare. Attorno alla stella HD 181327, distante circa 160 anni luce dalla Terra, ruota un sistema molto più giovane rispetto al nostro e pronto ad aprire scenari scientifici interessanti. Tale sistema sarebbe molto attivo, nel senso che le varie componenti, come asteroidi e comete, o meglio il fitto anello di polveri composto da asteroidi e comete che ruota attorno alla sua stella,  potrebbe, secondo quanto fin’ora analizzato, scontrarsi facilmente con i pianeti, di cui se ne è ipotizzata la presenza.  ALMA, infatti, ha aiutato gli esperti a rilevare il gas originatosi a seguito delle diverse collisioni ed a stabilire la presenza delle comete ( proprio la carenza di monossido di carbonio aiuta gli scienziati a stabilirne la presenza). Da sempre gli astronomi studiano le comete in quanto ritengono che esse abbiano, in un certo senso, favorito la vita sulla Terra, “portando” sul nostro pianeta l’acqua ( perché composte da ghiaccio)  e si ritiene che questo processo possa ripetersi anche in altri sistemi, soprattutto quelli giovani in via di formazione. Gli studiosi, inoltre, hanno scoperto che il sistema che ruota attorno a questa giovane stella possegga ghiaccio molto prossimo, nella sua struttura e conformazione, a quello presente sulla Terra e ciò potrebbe aiutarci a capire  quale fisionomia avesse il Sistema Solare alle origini. *… LEGGI

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