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| UNA FOTOGRAFIA DELL'EPOCA CONTEMPORANEA MOSTRATA ATTRAVERSO LA VISUALE DI Attualità, SCIENZE, TECNOLOGIA E SOCIAL MEDIA: TRA INDISCREZIONI E RETROSCENA |

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Danilo Iosz

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UNIVERSI E GALASSIE
Rubriche/Scienze

Equazione di Drake, il “ricalcolo” di Rochester | L’analisi di Iosz

Una coppia di scienziati riunitisi presso l’Università di Rochester (New York, Stati Uniti) ha provveduto a riformulare, sulla scorta delle attuali conoscenze, la famosa “equazione di Drake”. di DANILO IOSZ* L’equazione di Drake è la formula matematica con la quale l’astrofisico americano Frank Drake stimò, nel lontano 1961, il numero delle possibili civiltà extraterrestri esistenti nell’universo e potenzialmente in grado di contattare la nostra galassia. Gli autori di questo interessante “update” sono il professor Adam Frank in forza alla predetta università newyorkese ed il suo collega Woodruff Sullivan, dell’Università di Washington. I due, prendendo spunto dai dati disponibili riguardanti la scoperta degli “esopianeti” hanno praticamente raggiunto le seguenti conclusioni: La possibilità che la civiltà terrestre sia l’unica ad essere presente nell’universo è di 1 a 10.000.000.000.000.000.000.000 (si noti che si parla di civiltà e non di vita); – la probabilità che la nostra civiltà sia la più avanzata dell’universo, tecnologicamente parlando, è trascurabile. Secondo Frank e Sullivan le civiltà che, nell’intera storia dell’universo, potrebbero aver raggiunto, parallelamente a noi, un adeguato grado di sviluppo tecnologico sarebbero all’incirca 10.000.000.000; – la possibilità che nella Via Lattea (la nostra galassia) vi siano forme di vita intelligente è 60.000.000 a 1, (quasi implicitamente, essi affermano quindi che esiste vita intelligente nella nostra galassia). Secondo i due scienziati nella nostra galassia sarebbero esistite almeno 1000 civiltà, estintesi nel corso del tempo; – la possibilità che nella nostra galassia esista una civiltà contemporanea alla nostra è molto bassa. Le probabilità che il genere umano possa entrare in contatto con altre civiltà sono assai remote. Come potete notare, anche se in linea di massima la scienza ufficiale (almeno a livello teorico) conferma la possibile esistenza di vita… LEGGI

ufo news 2016
Rubriche/UFO News

UFO News 2016: lo strano discorso del Generale (L’analisi di Iosz)

Quando dichiarazioni, parziali aperture o promesse di disclosure governativo, su ufo ed alieni, giungono da fonti politiche in piena corsa elettorale (vedasi Hillary Clinton) è d’obbligo considerarle con una certa sobrietà ma anche con un certo margine di dubbio. di DANILO IOSZ* Nel caso in cui esse invece provengano dall’establishment militare o addirittura dal capo di stato maggiore dell’esercito americano, tutto inizia a prendere una connotazione molto più seriosa che può anche essere interpretata con molto preoccupazione. E’ questo il caso del Generale Mark A. Milley (comandante supremo dell’US. Army) il quale alcuni giorni fa, intervenendo ad una cerimonia organizzata presso la Norwich University, ha dichiarato alla presenza di un folto pubblico e numerosi cadetti, che nel prossimo futuro, “l’esercito dovrà necessariamente occuparsi di eserciti ibridi ed omini verdi”. L’incredibile rivelazione è stata presa molto seriamente dagli addetti ai lavori ed ha ovviamente dato adito a diverse interpretazioni. Secondo le fonti ufficiali l’intervento del Gen. Milley, invitato a presiedere il 100° anniversario del programma ROTC (attraverso il quale ufficiali della riserva preparano i giovani studenti dei college ad una futura carriera militare) ha semplicemente esternato la necessità, per i futuri cadetti delle accademie militari, di prepararsi ad affrontare importanti mutamenti negli scenari internazionali con conseguenze mutevoli sui conflitti mondiali: “Posso dire, per esperienza diretta, che affronterete terroristi: vi misurerete con eserciti ibridi, piccoli omini verdi e tribù. Ci si sta già avviando a tutto questo, in modo sistematico”. Ecco, puntuale, la spiegazione ufficiale: per i vertici governativi, Milley ha semplicemente voluto avvisare i “futuri cadetti” che sta mutando la composizione del nemico da riconoscere e da affrontare; se finora il nemico era costituito dai classici eserciti dei paesi contrapposti alla patto… LEGGI

Hillary Clinton elezioni presidenziali 2016
Attualità

Hillary Clinton, oltre le email: il Mistero delle “false flag” in USA

Hillary Clinton, le email della discordia, sospetti e “false flag” (perlomeno presunte). America 2016 verrà ricordata anche come una campagna elettorale densa di veleni e sospetti più o meno consistenti. L’ultima polemica in ordine di tempo, diffusa negli ambienti dell’informazione non convenzionale e delle teorie cariche di retroscena, si è innescata negli Stati Uniti sulla base di presunte “false flag”  che sarebbero state sottoposte (il condizionale è quanto mai d’obbligo) dallo staff della Clinton. A lanciare il presunto retroscena, il movimento di “esopolitica” guidato da Michael Salla.  Circostanze che, inevitabilmente, hanno fatto presa in quella porzione di opinione pubblica americana tesa sempre alla ricerca di indizi e retroscena anche in politica. Le circostanze sono tuttavia ancora da chiarire, se davvero il “Salvage Program” esista sul serio e sino a che punto non sia invece una manovra di disturbo esterna per mettere in imbarazzo lo staff di Hillary Clinton. Alla base di tutto vi sarebbero sondaggi pre-elettorali che vedrebbero lo sfidante Donald Trump non così indietro nelle preferenze di voto degli americani. Il ricercatore italiano Danilo Iosz, sulla sua piattaforma web personale, ha analizzato tutta la vicenda inerente il presunto “Salvage Program” e le relative ipotetiche “false flag” avanzate. Come lo stesso Danilo Iosz ha messo in risalto nella sua lunga ed articolata analisi, diversi aspetti della vicenda andrebbero ulteriormente approfonditi in quanto presenterebbero diverse incongruenze di non poco conto. Di certo, sotto qualsiasi ambito la si voglia osservare, al netto degli aspetti più o meno concreti, la campagna elettorale di America 2016 verrà ricordata come tra le più anomale in assoluto. Per approfondire: L’analisi del ricercatore Danilo Iosz sul suo sito personale, nel quale ripercorre le varie fasi della vicenda portata… LEGGI

spazio stelle
Scienze di Confine/UFO

Baba Vanga tra predizioni e profezie: futuro nello Spazio?

Baba Vanga e tutte le profezie che affascinano il popolo del web ma non solo. Predizioni che, al netto delle singole interpretazioni, diventano un argomento di notevole presa anche nell’epoca della rivoluzione digitale. In primis gli autori greci e latini ci tramandarono le profezie (a dire il vero piuttosto ambigue ed ammantate di leggenda) della Sibilla Cumana. Da lì in avanti i “profeti” divennero autentiche celebrità nei rispettivi contesti, sino ad un deciso salto di qualità in epoca medioevale. Da Nostradamus in poi le profezie, più o meno con riscontri rivelatisi esatti o pertinenti, hanno sempre affascinato l’immaginario collettivo. E’ uno dei pochi argomenti che accomuna gli esseri umani dell’antichità, dell’epoca medioevale a quelli dell’era contemporanea. Il fascino di poter prevedere, o anche soltanto intuire cosa ci riserva il futuro. Equazione di Drake, il “ricalcolo” di Rochester | L’analisi di Iosz Spazio, i nuovi scenari ipotizzati sul futuro del nostro Sistema Solare Le profezie di Baba Vanga (al secolo la bulgara Vangela Pandeva Dimitrova), restano un cult sul web. Il ricercatore italiano Danilo Iosz ha recentemente classificato le più importanti “previsioni” di Baba Vanga, analizzandole anche e soprattutto nel contesto di una futura evoluzione umana verso altri pianeti e galassie. Le presunte profezie della veggente bulgara (scomparsa alla metà degli anni novanta) sono tornate d’attualità in quanto correlate alla diffusione dello Stato Islamico nel panorama geopolitico. Per approfondire: Uno speciale sull’argomento con dettagli e retroscena è presente sul sito ufficiale del ricercatore e blogger italiano Danilo Iosz. Una Video News, incentrata sulle profezie di Baba Vanga, è on line sull’archivio YouTube del canale ufficiale di “Times of India”. LEGGI

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