Televisione ad un bivio, è il tempo delle scelte | La nota di D’Alto

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Non è raro osservare un grande network nazionale, televisivo, utilizzare un video su YouTube di un amatore o di una testata on line citando la fonte. Tutto ciò nonostante i mezzi a disposizione.
di  GIUSEPPE D’ALTO*GIUSEPPE D'ALTO

La carta stampata paga dazio sotto i colpi dei social network e dei giornali on line. E la televisione? Senza fare eccessive follie riesce a restare a galla ma non può rimanere indifferente a quanto sta accadendo in questi anni. Il piccolo schermo ha ancora la forza dell’immediatezza ma, alla lunga, potrebbe non bastare. O meglio, il discorso potrebbe valere soltanto per gli eventi in esclusiva (dal Festival di Sanremo al Mondiale di Calcio alle Olimpiadi). Diverso il discorso sulla diffusione della notizia.

Grazie ai sempre più sofisticati sistemi di trasmissioni si moltiplicano i “live”. Oggi è possibile fare una diretta anche per un iscritto a Facebook (senza dimenticare i “droni”). Di conseguenza giornali on line e blog si adeguano e già da un po’ di tempo, soprattutto in relazione alle notizie di cronaca, hanno iniziato ad offrire un servizio concorrenziale. Non da meno va rivelato il rapporto tra la televisione e nuove generazioni.

computer appleLe fasce più giovani della società contemporanea sembrano essere esclusivamente attratti dai Talent, magari collegati a tele-voto ed a iterazioni sui social, o comunque programmi che in qualche modo li coinvolgano direttamente. Sempre più reality, basta adocchiare i palinsesti. Sempre più like o tweet per votare il miglior giocatore in campo o il cantante più bravo.

In sintesi, oggi la televisione riesce ad intercettare l’ascesa del popolo della rete ma anche qui, senza una politica di rinnovamento, c’è il rischio in futuro di dover rincorrere qualche blogger.

*Giornalista professionista