Migranti, un fenomeno globale inarrestabile | Il Focus di Adinolfi

in Esteri/Rubriche by


Davanti alle coste libiche ieri un nuovo episodio della vasta casistica della migrazione di massa, il fenomeno sarà uno dei temi affrontati nel G7 in svolgimento in Giappone.
di UMBERTO ADINOLFI*umberto adinolfi francb

Spendere parole e pensieri per il fenomeno dei migranti può essere inutile. A tratti dannoso. Già perché si corre il rischio di precipitare nella retorica più becera, quella intrisa di finto buonismo radical chic, dove ognuno dovrebbe sentirsi responsabile di ciò che accade alle porte dell’Europa. Parlare di migranti, invece, deve essere anche il pretesto per poter squarciare il velo sull’omertà occidentale rispetto ad un fenomeno che è ben altro.

I barconi che affrontano viaggi disperati nel Mediterraneo sono pieni di uomini, donne e bambini. Certo. Alcuni di loro fuggono dalle guerre, altri dalle persecuzioni a sfondo religioso. Altri ancora cercano un futuro diverso per se e la propria famiglia. Ma quando si parla di loro non bisogna dimenticare che a sfruttare i sogni e le speranze di tanti esseri umani ci sono i mercanti, quelli che vendono a peso d’oro un viaggio – il più delle volte – senza speranza.

migrazioni di massaE non bisogna dimenticare che una volta giunti in Italia, ad esempio, l’80% dei migranti scompare nella rete tentacolare della malavita organizzata per poi riapparire nei campi agricoli o nelle strade delle nostre città.  Ed anche qui c’è chi sfrutta, chi si arricchisce.

Il fenomeno dei migranti caratterizzerà tutto il ventunesimo secolo. Non è possibile fermarlo, ma è quantomeno auspicabile il tentativo di accompagnarlo su di un binario di civiltà e umanesimo, dove la solidarietà verso chi fugge da varie tipologie di inferni cammini di pari passo con la necessità di garantire la sicurezza e la vivibilità delle nostre città.

*Giornalista professionista